La vera storia della zucca

La vera storia della zucca

Quella mattina d’autunno Zucchina si svegliò indispettita. “Che rabbia – disse fra sé guardandosi intorno – con questa pioggia fredda tutti corrono al coperto e nel prato rimango solo io!.

Aveva ragione: i piccoli animali che ogni giorno giocavano con lei ora la stavano osservando dai loro rifugi, sicuri e all’asciutto.  Lo scoiattolo in alto, nel cavo dell’albero, la gallina nel pollaio con i suoi pulcini, la talpa nella sua tana sotto terra, il gatto sulla soglia della stalla, i piccioni sotto la grondaia della casa; perfino i grilli avevano trovato una foglia da usare come tetto e saltavano come niente fosse, tutti insieme.

  • Amici miei, sono sola! Chi viene a farmi compagnia?- esclamò Zucchina.

Gli animali ascoltarono dispiaciuti quelle parole, perché tutti volevano bene a Zucchina, che era sempre

allegra e disposta a parlare e a cantare; ma quel giorno era davvero impossibile scorrazzare nel prato.

  • Ci vediamo domani, Zucchina, vedrai che la pioggia passerà e potremo giocare insieme nel prato, come sempre!- dissero in coro.

Ma Zucchina sapeva che non sarebbe stato così; l’estate era finita, l’erba già cominciava a ingiallire, l’aria era sempre più fredda, il sole si nascondeva dietro alle nuvole e spesso tirava un venticello dispettoso.

  • Grazie, amici, sarebbe bello, ma io lo so che anche domani il cielo sarà grigio e verrà presto il buio….Pazienza, non mi rimane che stare qui in silenzio, a farmi lavare il mio faccione dalla pioggia che cade.

Dovete sapere che Zucchina era una zucca allegra ma anche molto vanitosa e voleva essere ammirata da tutti. Sapeva che le zucche hanno una cattiva fama e per questo non sopportava gli umani con le loro odiose frasi: “ Zucca dura, non ti ricordi mai le cose!”; e ancora: “ Non hai bellezza, sembri una zucca”.

Eppure Zucchina sapeva di essere intelligente: i suoi amici ridevano tanto delle storie che inventava per loro e le chiedevano spesso consiglio, perché lei sapeva tante cose, visto che se ne stava sempre ferma nel prato e vedeva tutto quello che succedeva.

Per questo, quando sentiva quelle parole cattive, diceva tra sé: “Parleranno di altre, non certo di me!”

Ma la bellezza era la sua passione: desiderava essere bella ad ogni costo e voleva che tutti se ne accorgessero.

D’estate le amiche gatte le portavano piccoli fiori da intrecciare alle foglie che aveva in testa e Zucchina si sentiva molto soddisfatta, ma ora le sue foglie erano cadute e poi nessuno sarebbe venuto più a portarle regali per essere bella.

 Che sogno poter muoversi senza aspettare gli altri! Ma questo Zucchina non poteva farlo, e così la sua faccia rimaneva un faccione, gli occhi e la bocca c’erano ma lo sapeva solo lei e per di più  si avvicinavano giorni importanti per le zucche.

La mamma glielo aveva detto: “ Non piangere, Zucchina. Con l’autunno arriveranno bambini e bambine e allora vedrai che occhi e che bocca ti faranno!”

Ma Zucchina non era contenta: gli occhi tondi erano solo buffi e la bocca piena di denti aguzzi era troppo brutta!

  • Come posso fare?- si chiedeva tutta triste.

Passò di lì Rodolfo, il ranocchio dello stagno: era l’unico che resisteva alla pioggia, anzi era proprio felice, ora che il prato era pieno d’acqua.

  • Ho sentito tutto, Zucchina. Il tuo è un caso difficile, ma secondo me una soluzione c’è …
  • Dimmi, dimmi, Rodolfo, sono tutta orecchi ….
  • Una fata, ecco quello che ci vuole!
  • Ma le fate non pensano a una povera zucchina; loro vanno dalle principesse, dai re, nei castelli, non nei prati in campagna!
  • Lo so, ma io non parlo delle fate con i vestiti di brillanti e i capelli d’oro. Io penso a qualche fatina piccola e timida. Anche loro sono bravissime. Ne conosco una, per esempio, che potrebbe aiutarti. Proprio ieri ha trasformato mio cugino Arturo in un bellissimo principe.
  • Un ranocchio è diventato principe? Allora è la fata che fa per me. Come si chiama?
  • Chiama Dolcetta e lei verrà.

Al richiamo di Zucchina, la piccola fata arrivò volando e cominciò a offrirle tutto quello che la zucca chiedeva per essere bella e amata: occhi all’insù, occhi azzurrissimi, bocca sorridente, bocca imbronciata, capelli ricci, frangetta scura.

Zucchina provava tutto, poi si guardava allo specchio ma rimaneva sempre delusa: niente sembrava fatto per lei!

Dolcetta non sapeva più cosa inventare, quando Zucchina ebbe un’idea geniale.

  • Ho trovato: mettimi le ruote, così potrò andare da sola a cercare tutto quello che mi farà bella!

La fata prese la sua piccola bacchetta e descrisse in aria un cerchio grande grande, poi toccò la pancia di Zucchina e spuntarono quattro bellissime ruote, verdi come il prato.

Zucchina era sbalordita; provò a muoversi ma non ce la faceva: qualcuno doveva tirarla, ma chi?

Dolcetta ruotò ancora la sua bacchetta e apparvero quattro cavalline bianche, nate per correre. E insieme a loro un cocchiere, pronto agli ordini.

Zucchina non credeva ai suoi occhi, era felice e stava per partire quando Dolcetta la fermò dicendo: -Cara Zucchina, con le ruote, i cavalli e il cocchiere sei diventata una splendida carrozza. Ti chiedo un favore: poco fa ho incontrato una povera ragazza bella e buona. Era sporca e stanca, perché aveva lavorato tanto per la sua crudele matrigna e le sue sorellastre, ma voleva andare anche lei al ballo del principe. Le ho fatto una magia e il suo abito è diventato bellissimo, come quello di una regina. E’ pronta per andare al ballo, ma le occorre una carrozza ….

  • Sarò io la sua carrozza, così nel viaggio diventeremo amiche e mi darà buoni consigli per diventare bella!

In quel momento arrivò la bellissima ragazza e Zucchina, facendola entrare, le chiese come si chiamava.

  • Sono Cenerentola! Presto, al castello, amica mia!

Zucchina fece l’occhietto a Dolcetta e corse via veloce: era felice, a nessuna zucca era mai capitata un’avventura così straordinaria, ne era sicura.

Fine

La vera storia della zucca

Quella mattina d’autunno Zucchina si svegliò indispettita. “Che rabbia – disse fra sé guardandosi intorno – con questa pioggia fredda tutti corrono al coperto e nel prato rimango solo io!.

Aveva ragione: i piccoli animali che ogni giorno giocavano con lei ora la stavano osservando dai loro rifugi, sicuri e all’asciutto.  Lo scoiattolo in alto, nel cavo dell’albero, la gallina nel pollaio con i suoi pulcini, la talpa nella sua tana sotto terra, il gatto sulla soglia della stalla, i piccioni sotto la grondaia della casa; perfino i grilli avevano trovato una foglia da usare come tetto e saltavano come niente fosse, tutti insieme.

  • Amici miei, sono sola! Chi viene a farmi compagnia?- esclamò Zucchina.

Gli animali ascoltarono dispiaciuti quelle parole, perché tutti volevano bene a Zucchina, che era sempre

allegra e disposta a parlare e a cantare; ma quel giorno era davvero impossibile scorrazzare nel prato.

  • Ci vediamo domani, Zucchina, vedrai che la pioggia passerà e potremo giocare insieme nel prato, come sempre!- dissero in coro.

Ma Zucchina sapeva che non sarebbe stato così; l’estate era finita, l’erba già cominciava a ingiallire, l’aria era sempre più fredda, il sole si nascondeva dietro alle nuvole e spesso tirava un venticello dispettoso.

  • Grazie, amici, sarebbe bello, ma io lo so che anche domani il cielo sarà grigio e verrà presto il buio….Pazienza, non mi rimane che stare qui in silenzio, a farmi lavare il mio faccione dalla pioggia che cade.

Dovete sapere che Zucchina era una zucca allegra ma anche molto vanitosa e voleva essere ammirata da tutti. Sapeva che le zucche hanno una cattiva fama e per questo non sopportava gli umani con le loro odiose frasi: “ Zucca dura, non ti ricordi mai le cose!”; e ancora: “ Non hai bellezza, sembri una zucca”.

Eppure Zucchina sapeva di essere intelligente: i suoi amici ridevano tanto delle storie che inventava per loro e le chiedevano spesso consiglio, perché lei sapeva tante cose, visto che se ne stava sempre ferma nel prato e vedeva tutto quello che succedeva.

Per questo, quando sentiva quelle parole cattive, diceva tra sé: “Parleranno di altre, non certo di me!”

Ma la bellezza era la sua passione: desiderava essere bella ad ogni costo e voleva che tutti se ne accorgessero.

D’estate le amiche gatte le portavano piccoli fiori da intrecciare alle foglie che aveva in testa e Zucchina si sentiva molto soddisfatta, ma ora le sue foglie erano cadute e poi nessuno sarebbe venuto più a portarle regali per essere bella.

 Che sogno poter muoversi senza aspettare gli altri! Ma questo Zucchina non poteva farlo, e così la sua faccia rimaneva un faccione, gli occhi e la bocca c’erano ma lo sapeva solo lei e per di più  si avvicinavano giorni importanti per le zucche.

La mamma glielo aveva detto: “ Non piangere, Zucchina. Con l’autunno arriveranno bambini e bambine e allora vedrai che occhi e che bocca ti faranno!”

Ma Zucchina non era contenta: gli occhi tondi erano solo buffi e la bocca piena di denti aguzzi era troppo brutta!

  • Come posso fare?- si chiedeva tutta triste.

Passò di lì Rodolfo, il ranocchio dello stagno: era l’unico che resisteva alla pioggia, anzi era proprio felice, ora che il prato era pieno d’acqua.

  • Ho sentito tutto, Zucchina. Il tuo è un caso difficile, ma secondo me una soluzione c’è …
  • Dimmi, dimmi, Rodolfo, sono tutta orecchi ….
  • Una fata, ecco quello che ci vuole!
  • Ma le fate non pensano a una povera zucchina; loro vanno dalle principesse, dai re, nei castelli, non nei prati in campagna!
  • Lo so, ma io non parlo delle fate con i vestiti di brillanti e i capelli d’oro. Io penso a qualche fatina piccola e timida. Anche loro sono bravissime. Ne conosco una, per esempio, che potrebbe aiutarti. Proprio ieri ha trasformato mio cugino Arturo in un bellissimo principe.
  • Un ranocchio è diventato principe? Allora è la fata che fa per me. Come si chiama?
  • Chiama Dolcetta e lei verrà.

Al richiamo di Zucchina, la piccola fata arrivò volando e cominciò a offrirle tutto quello che la zucca chiedeva per essere bella e amata: occhi all’insù, occhi azzurrissimi, bocca sorridente, bocca imbronciata, capelli ricci, frangetta scura.

Zucchina provava tutto, poi si guardava allo specchio ma rimaneva sempre delusa: niente sembrava fatto per lei!

Dolcetta non sapeva più cosa inventare, quando Zucchina ebbe un’idea geniale.

  • Ho trovato: mettimi le ruote, così potrò andare da sola a cercare tutto quello che mi farà bella!

La fata prese la sua piccola bacchetta e descrisse in aria un cerchio grande grande, poi toccò la pancia di Zucchina e spuntarono quattro bellissime ruote, verdi come il prato.

Zucchina era sbalordita; provò a muoversi ma non ce la faceva: qualcuno doveva tirarla, ma chi?

Dolcetta ruotò ancora la sua bacchetta e apparvero quattro cavalline bianche, nate per correre. E insieme a loro un cocchiere, pronto agli ordini.

Zucchina non credeva ai suoi occhi, era felice e stava per partire quando Dolcetta la fermò dicendo: -Cara Zucchina, con le ruote, i cavalli e il cocchiere sei diventata una splendida carrozza. Ti chiedo un favore: poco fa ho incontrato una povera ragazza bella e buona. Era sporca e stanca, perché aveva lavorato tanto per la sua crudele matrigna e le sue sorellastre, ma voleva andare anche lei al ballo del principe. Le ho fatto una magia e il suo abito è diventato bellissimo, come quello di una regina. E’ pronta per andare al ballo, ma le occorre una carrozza ….

  • Sarò io la sua carrozza, così nel viaggio diventeremo amiche e mi darà buoni consigli per diventare bella!

In quel momento arrivò la bellissima ragazza e Zucchina, facendola entrare, le chiese come si chiamava.

  • Sono Cenerentola! Presto, al castello, amica mia!

Zucchina fece l’occhietto a Dolcetta e corse via veloce: era felice, a nessuna zucca era mai capitata un’avventura così straordinaria, ne era sicura.

Fine