Mariolina 1° diario

Mariolina in fondo al mare- Laboratorio per i piccoli, fino a cinque anni

1°laboratorio 5 novembre 2016

I bambini arrivano nonostante la pioggia. Un buon segnale di attenzione alle Belle Storie da parte dei genitori. In queste sperimentazioni complesse e nuove sappiamo che il passaparola funziona molto meglio di altre pubblicità. Offrire un’esperienza ludica e formativa ai propri figli non è come acquistare questo o quel detersivo.

I nostri piccoli amici non sono molti e questo ci permette di impostare un lavoro molto mirato su ciascuno di loro. Del resto fin dall’inizio ci siamo proposte di confrontarci con piccoli gruppi, in cui rimane agevole individuare i singoli e condurre tutti agli obiettivi del progetto: dall’ascolto- osservazione all’espressione da protagonisti.

Inizia il racconto della storia; abbiamo deciso di narrare le vicende di un protagonista (in questo caso una bambina) suddividendole in episodi che coincideranno con i quattro incontri mensili e mantenendo gli stessi personaggi. Le avventure saranno varie e ognuna avrà inizio e fine in un unico laboratorio, per non togliere ai bambini il gusto di sapere “come va a finire”.

Questa scelta permette di far affezionare i bambini agli eroi della storia e di sentirsi gradualmente rassicurati sui loro caratteri e sul tipo di vicenda. La distrazione continua blocca da riflessione, già molto impegnativa nei piccolissimi e limitata dai tempi ristretti della loro fisiologica concentrazione.

I bambini seguono con discreto interesse la storia, inventata a loro misura, quindi allegra, ricca di movimento e breve. Il racconto è accompagnato dalla presentazione dei personaggi, in forma di figurine, in un teatrino creato appositamente per i piccoli.

La proposta del teatrino è stata apprezzata molto da loro fin dall’incontro di presentazione del progetto, impostato sul racconto “La vera storia della zucca”. In quell’occasione era stato predisposto un teatrino minuscolo, grazioso ma piuttosto traballante se usato fisicamente dai bambini. Da qui l’idea di fabbricarne uno piccolo ma più robusto e stabile, da poter praticare in sicurezza.

La promessa, infatti, è la seguente: i bambini si impegnano a ascoltare la storia guardando con attenzione le figurine-marionette e subito dopo tocca a loro scegliere i vari personaggi e presentarli ai compagni, fare le voci, i movimenti, fino a dare vita a piccole scene.

Così avviene; i bambini scelgono le figure e anche se le strapazzano un po’ noi siamo soddisfatte, perché evidentemente si sono immedesimati nella storia e stanno apprezzando il metodo.

Segue il momento dell’animazione, in cui tutti sono sollecitati a diventare personaggi della storia, a prenderne l’immagine e le movenze. I bambini entrano con disinvoltura nella convenzione teatrale e bastano le parole che suggeriscono i movimenti e qualche stoffa colorata da poter indossare per vederli animare una scena dinamica e divertente. Niente, ovviamente, è improvvisato: dalla scelta dei colori, ai comandi, sempre ben accolti, al ritmo che privilegia la lentezza e non frena, ma rilassa i bambini.

Ultima tappa, molto amata, la costruzione delle figure. Lo spazio si trasforma ancora una volta e al centro portiamo i piccoli sedili e il tavolo basso  in cui trovano posto le famose scatoline, studiate per stimolare la ricerca e per evitare un approccio indifferenziato agli oggetti: se si cerca un occhio, si deve guardare proprio nel  contenitore degli occhi, e così via. Un buon esercizio di selezione e ricostruzione.

Con i materiali appositamente preparati in coerenza con la storia, i bambini vengono guidati a costruire le figure, questa volta i pesci: non pesci qualunque, ma alcuni tra quelli raccontati. E’ un’attività molto amata, l’abbiamo verificato anche nell’incontro introduttivo, e predispone a una chiusura morbida dell’incontro.

Ci rivediamo il prossimo sabato.