Mariolina 2° diario

La seconda tappa del viaggio delle Belle Storie mette all’opera il piccolo gruppo di bambini, non prima di aver sollecitato tutti al gioco comune. E’ un preliminare inevitabile, infatti, e non solo per coerenza con  le linee più autorevoli della psicologia infantile, ma perché il dato emerge chiaramente dall’esperienza in questo settore: i bambini molto piccoli, anche se già introdotti in un determinato meccanismo di gioco o di altro apprendimento, come in questo caso, devono continuamente essere sollecitati alla relazione con gli altri coetanei. Più facile e gratificante il contatto con gli adulti, familiari o maestri, ma ormai non più sufficiente per la loro crescita.

E’ uno degli obiettivi delle Belle Storie: rafforzare l’attenzione, favorire l’espressione di sé, ricercando comunque il  dialogo tra pari dei piccoli.

La perlustrazione dell’ambiente è una fase che favorisce la conferma di uno spazio popolato da oggetti amici e stimola nei bambini il riconoscimento tra di loro; per questo lasciamo che i tempi siano ampi e che le azioni progettate per il laboratorio giungano nel momento in cui sono veramente attese e volute.

Prima del racconto previsto per oggi, abbiamo deciso di ricordare ai bambini le precedenti avventure di Mariolina. L’obiettivo è quello di creare familiarità con i personaggi e fissare nelle menti le dinamiche di base, per facilitare nei bambini l’inizio di piccoli saggi di racconto autonomo.

Segue la narrazione animata del secondo episodio: voce e figurine che emergono nel palco dell’amato teatrino. Un teatrino che subito dopo la nostra lettura viene abitato dai bambini, tutti interessati a proporsi tra le quinte, prima esibendo la figurina prescelta, poi sempre più spesso presentando il proprio volto.

E’ un gioco da assecondare con attenzione perché solo apparentemente disordinato; in realtà, dopo qualche prova, possiamo notare che i bambini sono in grado di rappresentare i tipi espressi dai personaggi, magari solo con il movimento o solo con l’espressione del nome. Ma è molto importante che lo facciano, è il segnale di un certo ordine che la storia sta prendendo dentro di loro.

Il laboratorio di animazione prevede oggi una serie di materiali interessanti e diversi. I bambini sono affascinati dalla varietà e dai colori. Gli oggetti, semplici e molto studiati, riproducono i segnali più espliciti del mare, dalle perle brillanti alle stelle trasparenti. Su tutto dominano i filamenti spessi e morbidi del corallo rosso. I bambini vi si aggrappano con un bell’effetto e il movimento, stimolato e guidato dal sottofondo musicale, molto tenue, favorisce l’aggregazione tra di loro.

Si passa all’officina di figure. I bambini lo aspettano e quando vedono che si stanno preparando i tavoli si capisce che sono contenti. E’ la volta di altri pesci, sempre scelti tra i protagonisti della storia, tutti caratterizzati da tratti forti, perché si imprimano con facilità nella mente. E il passaggio dalle parole alla fisicità dei cartoncini diventa un canale essenziale perché i bambini si impadroniscano tangibilmente di forme e tipi. Come sempre, sono tante le sagome dei pesci e tantissime quelle degli attributi da incollarvi sopra. Ma sembra che non bastino mai, tanto è il piacere di ornare e quindi di prendere occhi, squame, bocche.

Mentre osserviamo i bambini al lavoro e notiamo la loro soddisfazione nel comporre figure inverosimili, viene immediato il confronto con tanta arte contemporanea, a partire dal grande Picasso.

E se tre occhi servissero davvero a vedere meglio?

Ci vediamo sabato 19 per la terza puntata.