I bambini raccontano il viaggio di Babbo Natale

Ecco uno dei viaggi di Babbo Natale immaginati dai bambini:

Babbo Natale ha preparato tutto: i pacchi e i pacchetti con i regali per i bambini, il sacco grande da legare con una corda robusta, per non far cadere niente e per non lasciare nessuno senza doni. La sua slitta è pulita e lucida, con il legno ben dipinto di rosso e i bordi dorati. Le renne sono ben strigliate e stanno in attesa di fare una bella corsa nel cielo per arrivare in tutte le case.

Si parte! Babbo Natale comincia a guidare le renne con le briglie, la strada la conosce solo lui, perché ogni anno cambia e bisogna fare attenzione ai nuovi sentieri del cielo.

Quando all’improvviso tira le briglie e le renne si fermano di botto. Lo guardano meravigliate e Babbo Natale : “Avete ragione, amiche- sospira- non c’è tempo da perdere, la strada è lunga, ma ho dimenticato qualcosa di indispensabile per il lavoro che ci aspetta: i miei occhiali. Senza quelli come faccio a riconoscere tutti i pacchetti e a lasciarli proprio nelle case giuste? Devo tornare indietro”.

Così le renne fanno un rapido dietrofront, si ritorna a casa e Babbo Natale inforca gli occhiali e tutto soddisfatto torna di nuovo a guidare la slitta in cielo, verso i bambini che lo aspettano.

A un tratto sente un buon profumo. Annusa con il suo nasone un po’ rosso: non è odore di abete, quello lo conosce bene e nemmeno odore di arrosto, quello si sentirà a viaggio finito, quando farà ritorno a casa.

E’ un profumo di frutta e fiori e viene dalle sue amiche renne.

“Ehi, voi due, ma si può sapere cosa avete combinato? Sento un profumo buono e nuovo … mai sentito prima”.

“ Anche noi vogliamo fare bella figura- dice Rodolfo sorridendo- così abbiamo deciso di fare un bel bagno e di  strofinarci la pelliccia con una schiuma profumata”.

“Anche se siamo renne vogliamo avere un buon odore- esclama Margherita, l’altra amica- e così abbiamo pensato che una crema agli agrumi è quello che fa per noi!… Anzi, credo che faresti bene a fare come noi, almeno al ritorno, caro Babbo Natale! ”.

“Bravissime amiche mie, avete avuto un’ottima idea. Quanto a me, vedremo… Lo sapete, sono un po’ pigro … ma forse avete ragione…. E ora in marcia!”

E la slitta continua a correre, quando Babbo Natale batte le mani e un piccione si posa vicino a lui e domanda: “Ciao Babbo Natale, cosa desideri da me?”

“Una bambina mi ha scritto che vorrebbe in dono un piccolo piccione da tenere con sé. I piccioni hanno una brutta fama, tutti li allontanano, ma lei è sicura che il suo sarà un animalino buono e pulito, perché lei gli vorrà molto bene. Che ne dici?”

“Benissimo, vengo volentieri, non vedo l’ora di conoscere questa bambina e di diventare suo amico!”

E così il piccioncino entra in una delle scatole vuote che Babbo Natale si porta con sé per scorta e si riparte.

Quand’ecco che sulla strada compare una bella carota: questa volta Rodolfo e Margherita si fermano da sole, il bocconcino è troppo buono per lasciarselo sfuggire. Così fanno alla svelta un spuntino e via di nuovo, per recuperare il tempo perduto.

Ma la strada è lunga e faticosa, sono già tutti stanchi e così quando avvistano in lontananza un’isoletta decidono che è arrivato il momento di fare una sosta.

L’isola è bellissima, con palme e tanta sabbia calda. Le renne si mettono all’ombra e assaggiano le noci di cocco: sono buonissime!

Babbo Natale si toglie il suo vestitone rosso e cerca invano tra i suoi bagagli un costume da bagno. Allora ha un’idea: se lo confezionerà con le alghe che ricoprono la spiaggia. Sembrano fili di cotone e il costume è pronto in un baleno: Babbo Natale può fare tutti i bagni che vuole!

E’ il momento di ripartire, anche perché ormai si sta facendo tardi, il primo giorno di viaggio sta per finire.

Il cielo ormai è pieno di stelle, tutte intorno alla slitta per salutare Babbo Natale e le amiche renne. Bisogna affrettarsi. Presto sarà di nuovo giorno e c’è tanto da fare.

Spunta il sole, un bel sole allegro, alla sua luce risponde un ranocchietto che saltando saluta la slitta e grida: “Ehi, Babbo Natale, quest’anno non ti scordare di me, vorrei anche io un regalo, magari un po’ d’acqua per formare uno stagno anche piccolo, ma buono per nuotare e saltare con i miei amici!”

“Ci penserò- risponde Babbo Natale- appena finito il giro dei bambini penserò anche ai piccoli animali”

Le renne hanno sentito tutto e sono molto contente: anche loro stanno dalla parte del ranocchio e si ricorderanno della sua richiesta. In fondo sono anche le segretarie di Babbo Natale e il loro compito è quello di ricordargli quello che deve fare.

Fa sempre più freddo e comincia a nevicare; in un prato tutto bianco la slitta incontra un bel pupazzo di neve. Lo hanno fatto i bambini del posto, gli hanno messo un cappello rosso, con gli stecchini hanno fatto il naso e la bocca. E’ bellissimo, ma al posto del naso c’è una bella carota, un buon bocconcino per Rodolfo e Margherita, che corrono a prenderla. Babbo Natale non è d’accordo e le renne capiscono che devono lasciar perdere. Lo spuntino lo faranno dopo!

Il viaggio sembra volgere al termine, quando all’improvviso la slitta di ferma di botto: qualcosa non funziona!

Le renne volgono indietro la testa: una stanga sta per cadere per terra, bisogna fare qualcosa, altrimenti non arriveremo mai alle case dei bambini!

Babbo Natale osserva ma non ha paura: ha portato con sé quello che occorre per aggiustare tutto e tira fuori da un sacchetto rosso un grosso cacciavite. Si mette all’opera e la slitta può ripartire.

Finalmente appaiono le prime case dei bambini che aspettano e Babbo Natale inizia a lasciare i suoi doni. IL viaggio è finito e la consegna durerà tutto il giorno di Natale!!!