Il viaggio della Befana

I bambini hanno già scartato i regali trovati sotto l’albero e Babbo Natale può tornare finalmente alla sua casa tra le nevi perenni. E’ molto stanco e con lui le renne: il giro è stato lungo, la slitta carica di doni era tanto pesante e non c’è stato tempo per qualche spuntino: niente pane, né carote, né qualcosa di caldo per ristorarsi un po’. E ora sta scendendo la notte, tra poco verrà il buio e il freddo sarà ancora più forte. Bisogna fare presto, ma c’è ancora tanta strada da fare e la fame e il sonno crescono. A un tratto Babbo Natale vede un lumicino lontano. Tutto contento lo indica alle sue amiche renne e gli si dirigono incontro. La luce viene dalla lanterna di una donnina piccina picciò, che cammina verso di loro con passo traballante.

  • Chi siete e dove andate con questo freddo? Non avete paura della notte che sta per scendere?-
  • Ciao donnina, certo che abbiamo freddo e sappiamo che tra poco sarà buio, ma siamo stati sulla terra per portare i regali ai bambini e c’è voluto tanto tempo. I bambini sono tanti e non vogliamo lasciare nessuno senza almeno un pacchetto-
  • Ma allora sei Babbo Natale e voi siete le sue renne!- esclama la donnina
  • Sì, siamo noi di ritorno dal nostro viaggio-
  • Venite con me, la mia casa è vicina; è piccola e povera, ma vi potrete riscaldare un po’, prima di continuare la vostra corsa-

Tutti contenti si avviano dietro la donnina e Babbo Natale entra in casa, mentre le renne rimangono nella piccola stalla, dove bevono e mangiano il fieno tutte contente. E’ poco, ma basta per fermare un po’ la fame. Babbo Natale entra in casa e si siede davanti a un piccolo tavolo, mentre la donnina si mette ai fornelli e gli offre una tazza di buon latte caldo insieme a una bella fetta di pane. Babbo Natale ormai si sente meglio; si è riposato e non ha più tanta fame, di certo potrà continuare contento il suo viaggio di ritorno.

  • Grazie donnina, sei stata generosa e gentile, non so come avremmo fatto senza di te: ora possiamo andare senza paura nella neve, abbiamo ripreso tutte le nostre forze!-
  • Sono contenta, io ho poche cose, ma le divido volentieri anche con gli altri: sono sempre sola!-
  • Ma chi sei? Mi piacerebbe saperlo per tornare a farti visita.
  • Io mi chiamo Befana. Ho sempre vissuto qui e qui sono contenta, ho un solo grande desiderio … –
  • Dimmelo, e se posso ti aiuterò-
  • Vorrei tanto portare anche io qualche dono ai bambini. Non ne vedo da tanto tempo, anche se giro spesso per il cielo-
  • E come fai a volare?-
  • La mia amica fata mi ha fatto un regalo, tanto tempo fa: mi ha dato una scopa magica che vola. Non la posso usare sempre, ma solo d’inverno e di notte. Solo allora ci salgo sopra e giro sul mondo-
  • E non vedi bambini?-
  • No, a quell’ora e con quel freddo i bambini dormono nelle case. Io vedo le loro calzine che le mamme stendono ad asciugare. Vorrei tanto riempirle con caramelle e giocattoli! Ma nel mio sacco ci sono poche cose e non bastano di certo per tutti i bambini! –
  • Cara Befana, allora io ti dico che puoi prendere la tua scopa, il tuo sacco e partire verso il mondo: io ti aiuterò a trovare altri doni durante il cammino. Potrai incontrare anche tanti pericoli, ma non aver paura … Io ti guarderò dalla mia casa tra le nevi e se c’è bisogno scenderò a difenderti-
  • Grazie, Babbo Natale, mi hai fatto coraggio e ora non ho più paura-

E così la Befana prende il suo sacco, spolvera la sua scopa e parte verso il mondo per riempire le calze dei bambini ….. E noi partiamo con lei, buone avventure!