Diario 7 marzo

I colori di Cappuccetto: Cappuccetto e il Rosso

Oggi inizia il ciclo dei Cappuccetti, una storia che intendiamo articolare in più episodi, tutti interconnessi dall’idea centrale della classica fiaba dei Grimm: il viaggio della bambina attraverso i pericoli per staccarsi dalla madre e arrivare a un altro oggetto di amore, la nonna. Un archetipo, non il solo, del  racconto di formazione, che noi intendiamo recuperare come uno dei pezzi utili a costruire nuove storie, in cui il già detto e scritto si lega alle scritture attuali, ricche di riferimenti al presente degli autori e dei bambini di oggi. Un’operazione culturale che presuppone non solo la conoscenza, ma l’abilità di scelta testuale finalizzata all’incontro performativo con i piccolissimi: perché riesca nei suoi obiettivi  deve perdere i caratteri della ricerca pedagogica e fare leva sugli elementi di  avventura, di lieve suspence, di simpatia nei personaggi e nelle vicende. Molteplici devono essere i linguaggi espressivi perché i bambini possano sentirli propri fino a usarli in autonomia per narrare, scegliendo ora uno ora un altro a seconda del racconto del momento. Per questo proprio all’inizio dell’incontro entriamo nel gioco drammatico; un tentativo di fare leva sulla concentrazione tipica dei primi momenti per coinvolgere i piccoli nell’attività che finora si è rivelata più difficile per loro, almeno quando ne devono essere diretti protagonisti. La proposta ruota intorno all’animazione di uno dei personaggi della fiaba, l’interessante per eccellenza, cioè il lupo: si tratta di drammatizzare la sua giornata, con movimenti, gesti, atteggiamenti. Il gruppetto segue con interesse e quasi tutti partecipano all’azione. La riuscita dell’esperimento sarà di base per impostare correttamente la successione temporale dei futuri laboratori. Seguono i racconti nei teatrini: kamishibai per introdurre le linee della fiaba classica, fino al punto i cui essa può coincidere con il racconto moderno; teatro all’italiana per narrare la nuova storia della bambina innamorata del colore rosso e di un lupo che si lascia vincere non dal fucile del cacciatore, ma dal gran ridere. Per finire, i bambini costruiscono con la carta il panierino di Cappuccetto. Tante attività e tanti spunti; il laboratorio oggi ha messo insieme età molto diverse, dai tre agli otto anni. Ci sembra che ognuno abbia avuto motivo di appassionarsi.